Alta fedeltà

"Così nel mio parlar vogli'esser aspro" (Dante, Rime) – La blog-zine di Stefano Tesi

E anche la croce rossa prese a sparare sui giornalisti.

Con un semplice corso di 90 ore in Lombardia si pensa di trasformare gll infermieri in addetti stampa di Asl e ospedali. E di metterli al posto dei giornalisti che, ex lege, negli enti pubblici devono svolgere quella funzione. Una barzelletta? Macchè: secondo l’Odg lombardo è tutto grottescamente vero.

Capisco – anzi, so – che la categoria dei giornalisti non è amata. A questo punto, mi viene da dire, forse addirittura oltre i suoi indubbi demeriti.
Ma avvilirne la sostanza e deprimerne le funzioni, fino a farne una sottocategoria delle pubbliche relazioni assimilabile a un corso-farsa di 90 (novanta) ore, è troppo anche per me.
Eppure è quello che sta succedendo in Lombardia, dove la Regione sta valutando di sostituire gli uffici stampa di Asl e aziende Ospedaliere con volonterosi barellieri e efficienti caposala “istruiti” da addetto stampa grazie alle fatidiche novanta ore di corso. Nota bene: per legge (la 150/2000) si tratta di funzioni riservate a soggetti regolarmente iscritti all’albo professionale giornalistico.
Ma la cosa, al Pirellone, sembra far il proverbiale “baffo”.
Lo denuncia sul suo sito l’OdG lombardo. Riporto testualmente:
Nel settore Sanità della Regione Lombardia sono in corso iniziative per riorganizzare la comunicazione con l’obiettivo di sopprimere gli uffici stampa delle Asl e delle Aziende Ospedaliere. Decine di giornalisti lombardi, professionisti e pubblicisti, verrebbero messi alla porta in ciascuna azienda sanitaria e ospedaliera ed è nelle intenzioni della Regione attribuire le funzioni proprie dell’ufficio stampa a un unico ufficio di Relazioni con il Pubblico, con conseguente risoluzione dei contratti di addetto stampa in essere. Lascia sconcertati la decisione di riqualificare in pseudo giornalisti con un corso regionale di 90 ore, infermieri e operatori della sanità (con tutto il rispetto per le loro mansioni) ai quali nei fatti vengono assegnate anche le funzioni di addetti stampa. Tutto ciò viola la legge 150\2000 che prevede invece che negli uffici stampa degli enti pubblici operino soltanto i giornalisti iscritti all’albo professionale. Che fine faranno i colleghi attualmente in forza a queste istituzioni? E perché si vuole aggirare la legge promuovendo sul campo figure professionali che nulla hanno a che fare con l’attività giornalistica, inglobando l’ufficio stampa in uno pseudo “ufficio relazioni con il pubblico”? L’Ordine e il Sindacato stanno vigilando attentamente su questa vicenda e sono pronti a intraprendere tutte le iniziative necessarie, in ogni sede, per difendere e tutelare l’occupazione e la dignità del lavoro giornalistico“. Olè!
Bene, però: visto che secondo qualcuno è acclarata la fungibilità tra infermieri e giornalisti – atteso l’obbligo dell’immancabile e lucroso (per chi lo organizza, s’intende) corso di formazione – anche per gli operatori dell’informazione si aprono allora inattese praterie occupazionali. Nel nome della reciprocità ci si aspetta infatti che, impratichitici per qualche giorno con cerotti e flebo, anche a noi sia concesso di trovare un ben remunerato e sindacalmente tutelato lavoro in corsie, ambulanze, pronto soccorso e nosocomi vari. In momenti di crisi, tutto fa brodo.
Così, finalmente, anche i due modi di dire “sparare sulla croce rossa” e “sempre meglio che lavorare” troveranno pari dignità e senso.
Alla salute! E come sempre: “Todos caballeros!

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Posted in così è se vi pare and scrivere per mestiere 1 year, 1 month ago at 09:53.

1 comment

One Reply

  1. Luisella Bertazzo apr 26th 2012

    E’ stato ormai diffuso lo scambio di comunicazioni tra la Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia e la Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, per cui vi aggiorno riportandolo di seguito.
    Mi rammarico del fatto che, paradossalmente, proprio su un argomento legato alla preziosa professionalità del giornalista, sia stata diramata una notizia non verificata, né fondata.
    Luisella Bertazzo
    D.G. Sanità – Regione Lombardia

    Gentilissimi,

    leggiamo con stupore sul sito dell’Ordine dei Giornalisti un comunicato in merito alla presunta intenzione del settore Sanità della Regione Lombardia di riorganizzare il settore comunicazione degli enti sanitari “con l’obiettivo di sopprimere gli uffici stampa delle Asl e delle Aziende Ospedaliere”.

    Non ci è dato capire come possa essersi generato un allarme in tal senso, se non per un evidente fraintendimento.

    E’ in programmazione per il 2012, nell’ambito delle attività annuali della Scuola di Direzione in Sanità di Eupolis Lombardia, un’iniziativa formativa di 90 ore ai sensi della legge 150/2000, rivolta agli addetti URP delle aziende del Sistema Sanitario Regionale. La calendarizzazione dell’evento è stata annunciata, insieme ad altri eventi formativi, nel corso di un incontro di coordinamento rivolto ai comunicatori degli enti sanitari.

    Il corso nulla ha a che vedere con l’indispensabile qualifica di giornalista di chi opera negli uffici stampa, la cui organizzazione è, e resta, totalmente libera e soggetta ai dettami della legge 150/2000.

    Riteniamo pertanto necessaria in via di urgenza una rettifica.

    Grazie per l’attenzione.

    A disposizione per qualsiasi chiarimento.

    Luisella Bertazzo
    Regione Lombardia, D.G. Sanità
    U.O. Programmazione e sviluppo piani
    u.o. Comunicazione esterna e interna
    ______________________________
    Piazza Città di Lombardia, 1 – 20124 Milano
    luisella_bertazzo@regione.lombardia.it

    ==============================

    Gentile dott.ssa Luisella Bertazzo,
    prendo volentieri atto delle sue precisazioni di assegnare ai giornalisti i
    ruoli ed i compiti che gli competono all’interno degli uffici stampa, nel
    rispetto della legge 150\2000. Chi opera nel marketing o nell’Urp ha ben
    altra professionalità, di tutto rispetto, ma assai diversa da quella del
    giornalista che non è un comunicatore e tantomeno un addetto alle relazioni
    con il pubblico. Ho tenuto in regione proprio su questi temi, due seminari
    ai quali hanno partecipato molti colleghi degli uffici stampa. Ci preoccupa
    sempre la salvaguardia della completezza dell’informazione rivolta ai
    cittadini, che richiede requisiti di competenza e trasparenza. Purtroppo in
    questi ultimi anni abbiamo assistito molto spesso alla tentazione degli enti
    pubblici di trasformare in giornalisti figure professionali con scarsa
    conoscenza dei “ferri del mestiere” anche multimediali e tantomeno della
    deontologia e delle regole che governano la nostra professione.
    L’attenzione dell’Ordine con il Sindacato resterà quindi sempre alta
    proprio per evitare commistioni di professionalità diverse e per
    salvaguardare da una parte il cittadino ed il suo diritto ad essere
    informato correttamente e dall’altro, la dignità del giornalista.
    Cordialmente

    Presidente
    Letizia Gonzales
    Ordine dei Giornalisti della Lombardia
    Via Antonio da Recanate, 1
    20124 Milano


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