Alta fedeltà

"Così nel mio parlar vogli'esser aspro" (Dante, Rime) – La blog-zine di Stefano Tesi

MondoMerlot archivia l’edizione 2010. Con l’augurio e la speranza che nel 2011 non perda spontaneità.

Si è chiusa ad Aldeno (TN) l’undicesima edizione della Mostra dei Merlot d’Italia. Una kermesse a misura d’uomo (e di vino) che brilla per professionalità e per passione. Quest’anno oltre 120 campioni in libera degustazione, senza sgomitate e presenze moleste, con molte conferme e qualche sorpresa sul modo in cui i nostri produttori “interpretano” questo vitigno un po’ controverso. Anche se il mainstream del “merlottone” sembra tuttora imperare.

Sebbene il vitigno non sia tra i miei preferiti – un po’ per le sue caratteristiche intrinseche e soprattutto per l’abuso quali/quantitativo che se n’è fatto in Italia nell’ultimo decennio – sabato scorso ho dedicato volentieri mezzo pomeriggio a farmi un giro a Mondomerlot, la piacevole rassegna che un gruppo di appassionati guidati Damiano Dallago organizza ormai da undici anni nel paese di Aldeno, alle porte di Trento.
L’occasione era ghiotta: assaggiare oltre cento campioni di Merlot in purezza o di rossi a base Merlot, provenienti da ogni parte d’Italia. Non solo i soliti merlottoni blasonati, carissimi, alcoolicissimi, superbicchierati, iperlegnosi, ultraconcentrati e di solito inutili, quindi, ma anche tante etichette e stili “minori” (virgolette d’obbligo) che altrimenti sarebbe stato impossibile sia degustare che confrontare una per una. L’ideale per farsi un’idea, da bravo cronista, di ciò che bolle nella pentola degli entusiasti di questa varietà internazionale tanto amata e al contempo tanto odiata dai critici.
Si è trattato di un tempo investito bene.
Accanto a tante banalità e ad alcuni vini senza capo né coda (ma questo è inevitabile in qualunque rassegna e riguarda anche nomi prestigiosi) non è mancata infatti qualche bella sorpresa, incluse etichette godibili e fresche di prezzo ragionevole e, udite, all’incredibile grado alcolico di 12,5/13°. A dimostrazione che accanto ai prodotti masticabili, solitamente perniciosi per palato e portafogli, il panorama vinicolo nazionale offre un ampio ventaglio di apprezzabili alternative.
E’ però la formula della kermesse che mi è parsa particolarmente azzeccata. Accanto a un nutrito calendario di iniziative collaterali (compresa la premiazione dell’8° Concorso Merlot d’Italia, vinto quest’anno da Maremma Igt Merlot 2008 di La Cura di Massa Marittima, la presentazione in anteprima di nuovi prodotti, seminari di abbinamento e di degustazione, convegni tecnici e “cene d’autore” affidate stavolta allo stellato Claudio Melis della Sirola di San Cassiano) ho scoperto una mostra raccolta, quasi intima, con un che di familiare che riconcilia con l’occasione. Le bottiglie sono tutte esposte, individuabili, ben illuminate, complete di scheda analitica, disposte su un bel piano spazioso e bianco su cui si possono appoggiare bicchiere, catalogo ed oggetti. Ci si serve da soli, ma nella sala sono a disposizione i sommelier per qualunque necessità. Il visitatore ha così la possibilità di toccare la bottiglia, scrutarla, soppesarla, compulsarla per tutto il tempo che vuole. Signore eleganti e silenziose passano periodicamente, avendo cura che i ripiani rimangano lindi. Nessun assalto, nessuna coda, nessun bevitore da strapazzo nonostante il prezzo d’ingresso popolare (13 euro; 25 euro invece per la degustazione guidata, in un’ area riservata, dei dieci e costosi “top Merlot” selezionati dagli organizzatori). Il tutto in un bel teatrino liberty al centro del paese, dove il brusio degli appassionati non lascia mai il posto alle cagnare. Fuori, sobrie tensostrutture per gli incontri e gli stand gastronomici, senza effluvi e senza spiacevoli atmosfere da sagra. Bene, insomma.
Per non parlare dell’opportunità avuta di conversare amabilmente di vino, scambiandosi opinioni e inviti all’assaggio, con gli organizzatori, i sommelier, i produttori o anche i semplici visitatori. Un valore aggiunto che non ha prezzo e che, a mio modestissimo parere, rilancia l’idea delle fiere tematiche capaci di coagulare intorno a sè, senza costi eccessivi nè dispersioni di spazio o di energie, gli specialisti e i cultori di certi settori. Continue Reading…

Posted 2 years, 7 months ago at 13:07.

Add a comment